La scelta di Coop

19 Febbraio 2019
Articolo interessante 
È l’unica catena italiana della Grande Distribuzione ad avere aderito alla campagna dell’Unione Europea per la riduzione della plastica vergine. Ecco come la riciclata si sta facendo avanti nei punti vendita Coop .

L’obiettivo è quello di avere entro il 2025 in Europa 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata trasformata in nuovi prodotti. Aumentando, nel contempo, l’assorbimento da parte del mercato delle materie plastiche a cui viene donata una seconda vita. A questo obiettivo concorrono 65 aziende e associazioni industriali che hanno sposato la strategia europea verso la plastica, aderendo alla campagna volontaria che si è chiusa il 30 settembre 2018. Non tante, a dire il vero. Si poteva sperare in una più ampia adesione. Tra i gran-di firmatari ci sono multinazionali quali Barilla, Coca Cola, Unilever, P&G, Ikea e Tetra Pak; aziende che trattano rifiuti tra cui la nostra Hera, associazioni di categoria. E spicca un nome, quello di Coop Italia. Coop è, infatti, l’unica catena italiana della Grande Distribuzione presente nell’elenco pubblicato il 20 novembre scorso dall’Unione Europea. Accanto a Coop solo Lidl si è assunta impegni stringenti a favore dell’ambiente. Impegni che, in primavera, riceveranno una prima valutazione da parte dell’UE. Si tratta di compiere azioni e delineare strategie per ridurre la plastica e proseguire sulla strada della riciclata – come spiegato su Nuovo Consumo di settembre 2018 nello “Speciale plastica” –, cosa che Coop fa da molti anni e che ora ha rilanciato in grande stile fissando obiettivi più di ambiziosi di quelli richiesti dall’Europa, in relazione ai tempi di realizzazione. Quali?

Impegni presi
Nel 2022, con 8 anni di anticipo dunque sulla scaletta UE, tutti i prodotti Coop avranno imballaggi riciclabili o riutilizzabili o compostabili e nel 2025 saranno 6.400 le tonnellate di plastica riciclata utilizzate. I vari piccoli obiettivi, che andranno raggiunti con progressione e aggiornati, mirano all’impiego della riciclata al posto della vergine. Prendiamo le bottiglie d’acqua Coop: se oggi sono tutte in PET vergine riciclabile, entro quest’anno il 30% come minimo sarà in PET riciclato, una percentuale che a gennaio 2023 dovrà salire al 50%. Ancora più avanti sono i lavori per rendere più verdi le vaschette dell’ortofrutta usate nel prodotto a marchio Coop: dallo scorso settembre tutte hanno almeno l’80% di materia prima seconda (riciclato), mentre già tutti i materiali nell’ortofrutta sono riciclabili. Più lunghi i tempi per la detergenza casa e tessuti. Si prevede che a partire dal 2025 tutti i prodotti avranno un contenuto minimo di materiale riciclato e l’85% delle referenze avrà almeno un 50% di plastica riciclata. Infine le cassette realizzate da Cpr (CPR System produce, movimenta e ricicla imballaggi in plastica a sponde abbattibili e pallet), simbolo di un manufatto riutilizzabile in sostituzione di uno monouso; l’equivalente nel settore dell’ortofrutta di quella razionalizzazione delle sportine voluta dalla legge che tanta plastica fin qui ha fatto risparmiare.