Prenderci la seconda mano

  Aggiungi ai preferiti
7 Luglio 2017
Ecosostenibile e risparmioso, l’usato al centro degli acquisti. La Second hand economy che piace agli italiani
di Miriam Spalatro

È l’ora della Second hand economy, un moderno e sostenibile paradigma di consumo supportato da tante valide motivazioni. Chi ricorre all’acquisto dell’usato – economia di seconda mano appunto – spesso desidera sentirsi protagonista delle proprie scelte, come chi ama il vintage o come tanti giovani che non rinunciano ai prodotti di marca pur volendo spendere meno; o come le famiglie che devono per forza fare un acquisto pur avendo risorse limitate, fino ai più idealisti che comprano oggetti usati perché già consapevoli così d’inquinare meno. Certo, il boom è in parte frutto della crisi economica, ma prende sempre più piede anche grazie alla spinta del digitale.
Più cresce la confidenza dei consumatori con internet e, parallelamente si amplia l’offerta di prodotti on line, più cresce la voglia di acquistare e dare nuova vita agli oggetti tramite il riuso. Già nel 2014, in base a un’indagine Doxa per Subito.it, il virtuoso mercato dell’usato aveva generato un volume d’affari annuo di 18 miliardi di euro (circa l’1% del Pil), di cui il 46% derivato da internet. I prodotti dell’elettronica sono stati i più scambiati on line, mentre nei mercatini dell’usato, dove si preferisce toccare con mano la merce, gli articoli per la casa e l’abbigliamento sono andati per la maggiore.

Un concetto, questo del riuso, che rappresenta un principio cardine della tanto auspicata economia circolare: il nuovo paradigma economico in cui gli oggetti già in fase di progettazione sono ideati non per essere gettati via dopo l’uso, ma per essere sapientemente riutilizzati.