Parola di Influencer: Laura Masi

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Tra fotografie e parole, in viaggio con la travel influencer Laura Masi
di Carlo Andriani

Appassionata di viaggi e fotografia, Laura Masi condivide le sue emozionanti avventure tra post su Instagram, scatti straordinari e articoli sul blog Ruberry’s Jotter. Seguita da oltre 81.000 followers, Laura Masi si definisce una “racconta-storie” dell’epoca moderna che ama scoprire le tradizioni culturali e le curiosità locali nei suoi viaggi in giro per il mondo. 

Come è nata la tua passione per i viaggi?

Ho iniziato a viaggiare da grande. Dopo le brevi gite in Italia con la famiglia, ho scoperto crescendo che viaggiare mi permette di conoscere luoghi e persone, imparare lingue e vivere avventure nuove. È una ginnastica per il cervello che mi fa sentire viva e una terapia per cambiare luogo, idea, sguardo e ritrovare l’armonia.

Diventare influencer è il sogno di tutti. Tu come ci sei riuscita?

È semplicemente successo. Sono approdata su Instagram nel lontano 2011. Non avevo ancora un blog ma ero affascinata da questo diario fotografico digitale. Dopo varie disavventure che hanno interrotto la mia attività su Instagram per tre anni, ho trovato il social network impreziosito da fotografi e professionisti di talento. La mia smisurata passione per la fotografia mi ha portato a investire tempo ed energie nei contenuti che postavo. Ho iniziato a studiare le strategie di pubblicazione e gli hashtag e a pubblicare foto di qualità della mia amata Firenze. Quando sono diventata “suggested user” (utente suggerito da Instagram che ottiene ampia visibilità, ndr), il mio profilo è cresciuto in modo esponenziale. Le prime collaborazioni sono arrivate con il tempo. Ho deciso così di scommettere sul mio futuro!

Quanto viaggi per lavoro e quanto lavori in media al giorno?

Viaggio molto ma non quanto vorrei. Fosse per me, scambierei una valigia con un’altra. Essendo sempre connessi, potremmo anche dire di lavorare sempre. I programmi delle mie giornate lavorative sono molto intensi. Abbiamo pochi giorni per vivere esperienze, creare contenuti ed editarli. Ci sono poi le email a cui rispondere e il dialogo con le agenzie per definire i brief su come realizzare ed editare gli scatti. Quando ho finito, posso passare alla mia parte preferita della giornata: rispondere ai messaggi e ai commenti dei miei followers. L’attività che mi occupa più ore ma che rende questo lavoro così bello! 

Come è nato il tuo blog Ruberry’s Jotter e perché hai scelto di intitolarlo così?

Ruberry's Jotter nasce nel 2016 dall’esigenza di ampliare i miei confini. Mi sono resa conto che parlare attraverso le fotografie non mi bastava più. Ho deciso così di iniziare una nuova avventura aprendo la mente e il cuore attraverso le parole. La parola inglese “Jotter” significa “taccuino”, un oggetto immancabile per i viaggiatori, anche se ammetto di utilizzare molto di più l’applicazione “note” dello smartphone che carta e penna. Amo prendere appunti su quello che ho visto e fatto per poterlo raccontare al ritorno dal viaggio. Ruberry è inoltre il mio nickname su Instagram e un secondo nome a tutti gli effetti. Non ha un vero significato, è l’unione delle parole “Ruby” e “Strawberry”, uno username che utilizzo sin da adolescente sui forum.                                                                                              

Non hai paura di vivere il viaggio solo come un lavoro?

Fortunatamente non viaggio solo per lavoro ma anche per piacere personale. Non parto mai senza la macchina fotografica perché la fotografia è la mia più grande passione. Quando sono in vacanza rallento i tempi e pubblico meno contenuti. Mi concentro sul vivere l’esperienza con le persone accanto a me.

Il viaggio più bello che hai fatto e quello che ti ha deluso di più?

Domanda difficilissima perché ho fatto tanti viaggi meravigliosi. Ultimamente mi è rimasto nel cuore lo Yucatan in Messico. Non saprei dire un posto che mi ha deluso, perché ogni luogo mi ha regalato emozioni ed esperienze indimenticabili. Ogni volta che torno a casa da un viaggio mi sento arricchita.

Quali sono le dritte per viaggiare leggeri, comodi e sicuri?

Informarsi sulle destinazioni che visitiamo per rispettare le popolazioni, le religioni e i culti di quei luoghi. Viaggiare sempre con una buona assicurazione di viaggio per risolvere qualsiasi problema. Sul viaggiare leggeri non ho consigli perché, nonostante io valuti con attenzione cosa portare, ho sempre una valigia pesantissima.

Sei molto attenta all’ambiente. Che cosa pensi dello stop di Coop alla plastica monouso?

La mia famiglia mi ha insegnato a rispettare la natura. Sono nata e cresciuta in una azienda agricola che produceva fiori recisi. Un contatto con la natura che mi ha dato, fin da piccola, un imprinting molto forte. Penso che la campagna di Coop sia fondamentale per aiutare il nostro ambiente.  Il nostro impegno inizia dai piccoli gesti quotidiani. Sono convinta che tutti possiamo avere un ruolo in questa battaglia lasciando alle prossime generazioni un pianeta bello come lo conosciamo noi. Coop ci aiuta a cambiare le nostre abitudini senza rendercene conto!

Quali sono le prossime mete in agenda?

Nell’immediato mi aspettano un po’ di viaggi in Italia. Mi piace sempre scoprire il Bel paese e raccontare i valori della nostra nazione. Le prossime tappe non ve le rivelo perché sono un po’ scaramantica. Seguitemi per scoprirle!

Photo Credits: Laura Masi