La Coop e il territorio

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15 Settembre 2020
I prodotti del nostro territorio: nel nuovo marchio tutta l’essenza di Toscana, Lazio e Umbria in punta di forchetta per soci e clienti di Unicoop Tirreno. Non solo un cambio d’immagine

Articolo pubblicato su NuovoConsumo del mese di settembre 2020

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L e piante le affondano nel terreno e quindi prosperano, ma anche le idee, gli usi e costumi, i valori possono mettere radici, penetrando profondamente e diffondendosi, stabilendosi con solidità da qualche parte. Di questo radicamento è espressione il nuovo marchio di Unicoop Tirreno I prodotti del nostro territorio, che sta tingendo i negozi di un verde scuro brillante, quello della campagna e delle profondità marine. Un radicamento che va oltre i paesi in cui ha i suoi punti vendita e che si traduce in un circolo virtuoso con protagonisti i produttori, la Cooperativa e le persone che in Cooperativa fanno la spesa. Lo racconta un’immagine nuova, invitante, immediatamente riconoscibile sugli scaffali per orientare al meglio le scelte del consumatore, che non è un semplice cambio di look.

Alla radice
«Dalla terra alla tavola di soci e di clienti grazie al rapporto forte e diretto che abbiamo con i nostri fornitori locali. Questo rappresentano I prodotti del nostro territorio e per territorio, della cui identità il prodotto locale è sintesi ed espressione, non s’intende solo quello in cui abbiamo i nostri negozi, ma l’intera regione – spiega Christophe Guiniot, direttore acquisti e marketing di Unicoop Tirreno –. Quindi hanno il marchio con la radice-forchetta i prodotti toscani in Toscana, laziali nel Lazio, umbri in Umbria, per promuovere la crescita imprenditoriale e il lavoro nelle nostre regioni, dando concretezza e rilanciando il nostro sostegno alle aziende locali. Un impegno e una vicinanza, alla base dei valori di Coop, tanto più attuali e importanti in questa fase particolarmente delicata per l’economia italiana». Di più ampio respiro rispetto al logo Vicino a noi che lo ha preceduto, «questo rinnovamento non solo d’immagine è il frutto di un lavoro continuo della Cooperativa per rendere l’offerta al consumatore, oggi più esigente quanto a autenticità, sostenibilità e origine dei prodotti, più soddisfacente, ricca e varia, maggiormente in linea con la filosofia generale di Coop che anche per il suo prodotto a marchio si avvale di fornitori locali col miglior rapporto qualità-prezzo (è il caso del bovino di Maremma Fior fiore dell’azienda agricola Podere dei Fiori, di cui si parla nel reportage sotto, ndr). Comunque sarà data preferenza a quelle aziende che mantengono vivo e produttivo il territorio dove Unicoop Tirreno è presente, non senza un occhio di riguardo per quelle con una filiera integralmente locale», precisa Guiniot.

Una buona forchetta
Lo sviluppo della cooperazione si incoraggia anche così: sostenibilità, cultura del territorio, vicinanza agli abitanti di quel territorio si fanno prodotti, moltissimi prodotti. Pane, pasta, olio, formaggio, carne, pesce, frutta e verdura ecc., dai freschi ai confezionati, di oltre 500 aziende in Toscana, Lazio e Umbria, “del nostro territorio” giustappunto, scelti da Unicoop Tirreno sulla base di criteri che vanno ben oltre la sola convenienza economica. Riguardano la sicurezza alimentare, il rispetto della natura, l’etica del lavoro e della produzione, e guidano i protocolli di valutazione e l’accreditamento dei fornitori, riesaminati ogni anno perché la qualità di ciò che si mette nel carrello sia sempre assicurata. E in loro gli “umori della terra”, tutta l’essenza del “nostro territorio”: la campagna, il mare, il sole. Ora guardate il marchio sul pacco di pasta o sulla scatola di pomodori: la radice stilizzata diventa forchetta, saldamente piantata in terra e insieme aperta verso il cielo assolato, quasi raggio tra i raggi; il paesaggio ondulato sottostante un pendio gentile oppure le onde del mare nostrum, vedete voi. A rappresentare la condivisione dei frutti di queste terre con chi le abita e con tutto ciò che le circonda.

 

 

Traversando la Maremma toscana 
Per visitare l’azienda agricola Podere dei Fiori: I Terzi d’Ombrone che produce il bovino di Maremma Fior fiore Coop. E raccontarvela.
Ci si para davanti un paesaggio più unico che raro, fatto di boschi di macchia mediterranea, aree assolate ombreggiate da cipressi e sughere, castagneti secolari che si allungano verso il Monte Amiata. Qui, tra mare e monti, nella piana solcata dal fiume Ombrone, cuore della Maremma toscana, nascono e crescono i circa 2mila capi di bestiame allevati allo stato brado ogni anno dall’azienda agricola Podere dei Fiori: I Terzi d’Ombrone (www.poderedeifiori.it) che produce il bovino di Maremma Fior fiore Coop. Carne d’eccellenza che testimonia quanto le virtù di un prodotto siano strettamente correlate al luogo d’origine. «Un territorio così bello come la Maremma grossetana non può che produrre alimenti di eccellente qualità – afferma con orgoglio l’amministratore Romano Vigna mostrando paesaggio e animali allevati qui –. I nostri animali nascono, sono svezzati, ingrassati e macellati in Maremma. Anche i fieni, le paglie e buona parte dei cereali con i quali vengono alimentati sono reperiti direttamente sul territorio. In questo modo riusciamo a garantire il migliore benessere possibile ai nostri animali, con un ritorno di alta qualità sul prodotto finale». Filiera cortissima dunque che non va solo a vantaggio degli animali, ma significa anche tutela e protezione dell’ambiente circostante. «Allevamenti come il nostro richiedono attenzioni costanti verso il territorio che va curato e tenuto in ordine. Una sorveglianza continua che diventa spesso prevenzione, per esempio contro gli incendi», puntualizza Vigna.E poi il Podere dei Fiori dà lavoro agli abitanti del luogo: «Le nostre aziende impiegano 17 persone che vivono nei dintorni di Paganico – Vigna ci spiega la scelta di puntare su manodopera locale e giovane –. Formare ragazzi del posto è l’unica speranza per continuare a offrire in futuro un prodotto locale di pregio, capace di differenziarsi dalle carni standardizzate». Un avvenire avvolto dalla foschia dell’incertezza economica che si addensa minacciosa anche sulla bellissima Maremma. «Acquistare prodotti locali oggi significa non solo mangiare cibo più buono, sano e rispettoso della natura – conclude Vigna –, ma anche investire sul proprio territorio che può trovare nel consumatore locale il suo più efficace sostenitore». Guardandosi intorno non si fa fatica a crederlo. ❚

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