Piange il telefono

di Aldo Bassoni
6 Aprile 2017
Articolo interessante 
Fisso o cellulare caldo a tutte le ore, proposte commerciali insistenti e spesso pratiche scorrette di vendita. Dilaga il fenomeno del telemarketing molesto. Ecco come difendersi quando la telefonata commerciale diventa stalking.

Prima arrivavano solo al telefono fisso, noiose ma di rado e mai troppo insistenti. Da qualche tempo hanno preso di mira anche i cellulari con un’assiduità e un’insistenza che sconfina nella molestia. Puntualmente ci raggiungono a tutte le ore della giornata, più spesso a pranzo o a cena, quando la famiglia si riunisce attorno alla tavola. Ma col cellulare ci inseguono ovunque, in barba alle leggi sulla privacy, con strabordante esagerazione come se non aspettassimo altro che l’ultima imperdibile offerta per risparmiare sulla bolletta del gas o su quella dell’energia elettrica, per non dire delle migliaia di opportunità di acquisto alle quali possiamo serenamente rinunciare.

A stretto contatto
L’arrivo di telefonate indesiderate è un fenomeno in costante crescita: call center, sondaggisti, venditori chiamano senza rispettare le norme vigenti in materia di telemarketing, finendo così per creare notevole disagio e fastidio. Ecco cos’è diventato il telefono, sia quello fisso (sono 22 milioni i privati che in Italia utilizzano ancora la vecchia cornetta) che il portatile, ormai presente nelle tasche di chiunque: una mitragliatrice di proposte più o meno indecenti, talvolta vere e proprie truffe dalle quali si fatica a tenersi alla larga. E a poco vale tentare di chiudere con garbo la conversazione, i call center se ne infischiano bellamente, fregandosene anche di dichiarare, come impone la legge, se chiamano dall’estero o dall’Italia. Siamo arrivati al punto in cui anche i manager delle principali aziende del settore, come Umberto Costamagna, titolare della Call&Call e vicepresidente di Assocontact, ammettono che «si è davvero passato il segno, gli utenti sono stanchi e gli operatori seri in difficoltà». Rincara la dose Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori: «stanchi è dir poco, il marketing telefonico è arrivato a un punto di saturazione tale che si ritorce alla fine anche contro di loro perché il più delle volte non rispondi o rispondi irritato e a male parole, e comunque mettendo in campo strategie di difesa che, in qualche modo, limitano la nostra libertà, per esempio non rispondendo al telefono, cosa gravissima perché potrebbe chiamare il figlio o l’anziana madre».

Appesi a un filo
Inoltre c’è da dire che sono in aumento anche le pratiche commerciali scorrette compiute il più delle volte ai danni di persone anziane che vivono sole e non riescono a liberarsi di chi, all’altro capo del filo, tenta di rifilargli un qualunque servizio o prodotto conveniente solo per chi lo vende. Ma come fanno certi professionisti della molestia telefonica a venire in possesso del nostro numero di cellulare?  Spesso glielo diamo noi senza rendercene conto, per esempio compilando distrattamente il modulo d’iscrizione a particolari servizi. Quante volte ci capita di cliccare richieste di consenso solo all’apparenza innocue che in realtà, se le leggessimo attentamente, ci accorgeremmo che servono soltanto a mettere i nostri dati e recapiti telefonici a disposizione di attività di telemarketing. In questi casi è bene stare attenti a non dare mai il proprio consenso, sia on line che su carta, laddove compaiono le diciture “terzi”, “altre aziende”, “servizi alternativi” e svariate altre formule che comportano la cessione e l’uso a fini commerciali dei nostri dati sensibili. Ma questo può non bastare dato che in molti call center girano anche liste prive di consenso fornite addirittura da aziende specializzate nel recuperare nomi e numeri di utenti da contattare, un vero e proprio mercato delle utenze di fissi e cellulari che vengono vendute a peso d’oro.

Mi oppongo!
La prima mossa, dunque, spetta a noi. Ma può non bastare. E allora cominciamo a vedere che cosa è possibile fare per metterci al riparo, almeno in parte, dal diluvio di telefonate indesiderate. Uno strumento istituito per aiutare il cittadino a filtrare le telefonate dei call center è il Registro pubblico delle opposizioni, un elenco che raccoglie i numeri telefonici ai quali le aziende non possono rivolgersi per scopi commerciali. L’iscrizione al Registro è gratuita, si fa una volta per tutte e va rinnovata solo se si cambia numero. Per iscriversi basta andare sul sito www.registrodelleopposizioni.it e seguire le istruzioni, dopo di che i call center hanno 15 giorni di tempo per cancellare dai loro elenchi eventuali numeri presenti nel Registro. Se ciò non avviene le aziende che chiamano questi numeri possono essere denunciate e sanzionate. «In realtà questo Registro è inefficace – sostiene Trefiletti – e non ci sono pannicelli caldi su questo versante, le sanzioni più forti non funzionano e riformare il Registro non serve a nulla. L’unica cosa è ritornare a quando anche in Italia, come nella maggior parte dei paesi, era il cittadino che chiedeva di ricevere telefonate commerciali. Questa cosa era tradotta in grafica con una cornettina telefonica sugli elenchi a fianco del numero di telefono e non c’era il telemarketing selvaggio, eri tu che lo chiedevi». Intanto sono allo studio iniziative di legge per far fronte allo tsunami delle telefonate commerciali: dall’istituzione di un prefisso unico che consenta di individuare immediatamente la chiamata di un call center alla cancellazione retroattiva di qualunque consenso prestato in passato all’utilizzo dei propri dati.

Col nostro consenso
Naturalmente le aziende del settore si oppongono a soluzioni troppo radicali. «Bisogna agire con il giusto equilibrio tra le esigenze di vendita e quelle dei cittadini», ammonisce Costamagna ricordando che il settore dei call center occupa circa 40mila persone, per lo più oltre confine, anche se sono in cantiere proposte per farli rientrare in Italia. Più disponibile a soluzioni radicali Roberto Boggio, presidente di Assocontact, l’associazione nazionale dei contact center in outsourcing che già da un anno ha messo a punto un codice di comportamento (vedi sotto). «Vogliamo un modello nuovo che permetta ai call center di contattare solo chi è realmente interessato ad accedere a sconti e offerte speciali. Il codice deontologico che ci siamo dati va in questa direzione. Ma noi proponiamo qualcosa di più: una banca dati dove per ogni utente ci sia un “sì” o un “no” ad indicare il consenso o meno. Siamo disposti a far nascere un organismo ad hoc per creare questa banca dati». Forse non si è lontani da una soluzione. Qualche passo in avanti potrebbe essere quello di escludere dal telemarketing determinate fasce orarie. Per adesso, in attesa che venga posto un argine alto e invalicabile al dilagare di questo fenomeno, andiamo tranquillamente a pranzo... ma non prima di aver spento il telefonino e staccato la cornetta.

Buona condotta
Le regole ci sono, basterebbe rispettarle.

 marzo 2016 Assocontact ha stilato una serie di regole che tutte le aziende del settore sono tenute a seguire. La parte più importante è l’articolo 7 dove si legge che “Sono vietate tutte le pratiche ambigue, scorrette, ingannevoli o sleali, indipendentemente dal fatto che violino specifiche norme di legge e regolamenti nazionali”. L’articolo 8, invece, fissa alcuni importanti paletti: mai chiamate prima delle 9 o dopo le 21. Mai chiamate allo stesso numero, da uno stesso call center, più di una volta al mese. Mai insistere se l’interlocutore vuole terminare la chiamata. Mai chiamate mute, nei termini di quanto indicato dal Garante. Se tutti rispettassero questi due semplici articoli, sarebbe già un quieto vivere per noi consumatori.

Blocco del traffico
Come bloccare le telefonate moleste
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Chi ha uno smartphone con sistema operativo Android per bloccare i numeri indesiderati può sfruttare le opzioni di Android: basta andare nell’elenco delle ultime chiamate, tenere premuto lo schermo sul numero indesiderato e attendere l’apertura del menu a tendina, dove andrà selezionata la voce “aggiungi ad elenco blocco”. Con questa semplice operazione, le chiamate provenienti dal numero selezionato saranno bloccate automaticamente. Se l’obiettivo è stoppare anche le chiamate provenienti da numeri ignoti, si può installare una delle App scaricabili da Google Play in grado di interrompere le chiamate provenienti da numeri indesiderati. Per i possessori di iPhone, il menu telefono propone l’opzione “bloccati” dove va selezionata la voce “aggiungi” per inserire un numero di telefono all’elenco dei numeri indesiderati. In alternativa, entrando nel menu dell’elenco chiamate, sarà sufficiente cliccare sull’icona che si trova accanto al numero e selezionare sul menu la voce “blocca contatto”. Chi utilizza il Windows Phone può ricorrere a una funzione predefinita del sistema operativo, che può essere sfruttata aprendo il dialer del proprio cellulare tramite l’icona della cornetta e selezionando il numero da bloccare, tenendo premuto il dito sul nominativo e selezionando la voce “blocca numero” dal menu a tendina che si apre. Prima di convalidare il blocco delle chiamate, Windows chiede la conferma dell’operazione e l’accettazione delle condizioni d’uso della funzione. Anche in questo caso la scelta può essere modificata qualora ci fossero ripensamenti.

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