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12 Novembre 2018
Articolo interessante 
Dalla raccolta ai biscotti biologici. Come la cooperativa Biofan, nata per valorizzare i prodotti e le tradizioni del Monte Amiata, “trasforma” le castagne.

Lungo la strada che porta verso il Monte Amiata, la valorizzazione delle tipicità del territorio e l’attenzione all’innovazione hanno trovato la loro “ricetta” grazie all’impegno di una cooperativa giovane, piena di idee e di energia. Stiamo parlando della Biofan, nata qualche anno fa a partire dal progetto Coopstartup di Unicoop Tirreno.
Tre soci fondatori, tra cui Fulvio Fazzi, che qui ha ripercorso per noi la nascita dell’azienda e i prossimi ambiziosi obiettivi, e un presidente, ai quali si è in seguito aggiunta un’altra socia. La maggior parte dei soci sono ventenni.

Biscotti e mangiati
Siamo a Monticello Amiata (frazione del comune di Cinigiano, in provincia di Grosseto), piccolo borgo medievale situato a 700 metri sopra il livello del mare, alle pendici di quel monte che si porta appiccicato addosso anche nel nome. È questa una terra di castagne e castagneti. È qui, in questo piccolo centro ricco di storia, anticamente chiamato Montepinzutolo, che i giovani soci della Biofan hanno preso in affitto un forno per avviare l’attività. Il traguardo prefissato è quello di portare a compimento un progetto innovativo: «Una barretta energetica pensata per gli sportivi – spiega Fazzi – e una bevanda analcolica a base di castagne, materia prima di spicco del territorio amiatino, con pochi grassi e proteine di qualità». Contemporaneamente si è avviata la produzione artigianale di prodotti da forno, combinando le tradizioni del paese e le ricette delle nonne con uno sguardo al futuro. Già, perché alla Biofan hanno deciso di rinnovare a modo loro la tradizione del biscotto salato amiatino all’anice (molto diffuso in tutte le famiglie della zona, il biscotto delle feste), proponendone una versione rivisitata che prevede l’impiego della farina di castagne.

Presi in castagna
Sono i biscotti con farina di castagne bio: «Abbiamo unito in un’unica ricetta due trasformati tipici del nostro territorio – racconta Fazzi –, la farina macinata a pietra, biologica, e un biscotto che è caratteristico di queste parti, poco conosciuto in altre zone». Biscotti di alta qualità che vengono realizzati con ingredienti semplici ma di prima scelta: «Le castagne sono di tre varietà Igp (marrone, cecio, bastarda rossa) – chiarisce Fazzi –, la farina bio è autoprodotta, macinata al mulino, i biscotti si chiamano così perché vengono cotti due volte, prima lessati, poi intrecciati e nuovamente cotti in forno». Croccanti e friabili, sono ideali da accostare alle bevande, ad esempio per un aperitivo, e si prestano bene anche per la merenda dei bambini. Novembre, del resto, è autunno pieno. C’è ancora tutto il tempo per immergersi nell’incanto dei colori del bosco, per le passeggiate riconcilianti nella natura, per godere del tepore di casa nei pomeriggi che si fanno sempre più corti, respirando il profumo e gustando i biscotti cotti al forno “come una volta”... ma con qualche novità.

 

 

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